LE ISOLE

Che cos'è?

Sono postazioni formate da quattro banchi o da un solo banco equivalente, attorno al quale lavora un gruppo di quattro bambini che rivestono incarichi e compiti.

Sotto le gambe delle sedie sono posizionate palle da tennis per agevolare i cambiamenti di postazione degli alunni senza provocare rumore. 

L’isola è corredata da contenitori per i materiali di uso comune.

Perché?

  • Per stabilire e consolidare relazioni di dialogo e di collaborazione, in cui ogni bambino possa sperimentare il valore della presenza e del contributo di ciascun componente dell’isola. 

  • Per vivere la responsabilità: ogni gruppo e ogni singolo è responsabile dell’assolvimento del compito assegnato, della gestione dei materiali, dell’uso degli spazi e delle modalità relazionali instaurate. 

  • Per esprimere anche nell’attuazione del proprio incarico, capacità e competenze.

  • Per imparare ad ascoltare, a verbalizzare le proprie idee, e a giustificare ipotesi.

  • Per allenarsi al saper attendere, e a controllare le proprie azioni.

  • Per abituarsi a parlare sottovoce, favorendo un clima di attenzione e di serenità

  • Per attuare modalità di lavoro didattico diversificate nei contenuti e nei modi.

  • Per promuovere “l’approccio interdisciplinare alla conoscenza che aiuterà gli studenti a collegare i concetti, facilitando un più profondo apprendimento" EDUCATION A 4 DIMENSIONI PER IL XXI SECOLO di Charles Fadel.

  • Per vivere il ben-essere personale anche affrontando e superando i naturali conflitti relazionali con i pari.

  • Per offrire al singolo e al gruppo classe un prezioso e potente strumento di crescita.

Quando?

La disposizione ad isole è il setting abituale dell’aula. Per particolari attività didattiche si possono formare gruppi mobili secondo criteri determinati dal raggiungimento degli obiettivi. 

Come?

I bambini del gruppo possono quotidianamente cambiare la posizione all’interno dell’isola. Nelle aule sono predisposti 4/5 o al massimo 6 isole, a seconda del numero di alunni e dello spazio a disposizione. 

I gruppi, che costituiscono l’isola sono formati dagli insegnanti secondo criteri condivisi dal team,

e rimangono fissi per un periodo di circa due mesi. Se all’interno dell’isola si manifestano significative difficoltà relazionali, il team individuerà le strategie più opportune per non inficiare il raggiungimento delle competenze sociali previste. Nel gruppo ogni alunno ha un incarico definito nei modi e nei tempi.

L’utilizzo dell’isola è uno strumento che evolve rispetto:

  • alla maturità dei bambini (dalla prima alla quinta)

  • alle capacità di gestione dell’insegnante

  • ad una maggior progettazione didattica personalizzata e differenziata rispettosa dei vari stili e livelli di apprendimento.

Tale strumento per la sua stessa natura stimola e favorisce la didattica interdisciplinare.

Attenzione!

L’organizzazione dell’attività didattica deve prevedere a livello di progettazione curricolare l’utilizzo di tale dispositivo. La disposizione ad “isole” può supportare una pluralità di modalità di lavoro: a piccolo gruppo, a coppie e individuale. La composizione dei gruppi è un compito delicato assunto dal team e da svolgere collegialmente condividendo le osservazioni registrate. È determinante che gli insegnanti perseverino nell’utilizzo quotidiano degli incarichi valorizzandone così il ruolo e il senso, e che siano attenti a dare ai bambini il giusto tempo per svolgere con cura i compiti che l’incarico richiede. Partendo dalle prime sezioni/classi, si potrebbero individuare alcuni momenti rituali per valutare in modo giocoso lo svolgimento dell’incarico; mentre nelle sezioni/classi più alte si potrebbero attivare sistemi auto valutativi. 

GLI INCARICHI

Che cos'è?

Sono compiti di responsabilità che vengono assegnati agli alunni su proposta degli insegnanti o che i bambini stessi scelgono in autonomia. 

Permettono ad ogni bambino di divenire consapevole delle proprie capacità intraprendendo un percorso atto al raggiungimento delle competenze civiche sociali e disciplinari.

Sostengono l’organizzazione dell’isola e del gruppo classe consentendo una conduzione realmente affidata agli alunni in cui l’insegnante sa lasciare spazi di gestione e di “potere decisionale”, assumendo un ruolo di “regista” e di facilitatore.

Perché?

  • Per rendere i bambini protagonisti.

  • Per promuovere percorsi di consapevolezza e responsabilità che conducano all’autonomia. 

  • Per migliorare le relazioni sociali instaurando un clima volto al rispetto e alla valorizzazione del lavoro proprio ed altrui.

  • Per imparare a riconoscere serenamente i propri ed altrui errori leggendoli in un’ottica di miglioramento e di crescita.

  • Per permettere ai bambini di decidere e di scegliere lasciando anche spazio all’accadimento dell’eventuale sbaglio. 

  • Per aiutare gli alunni a maturare la “Leadership”, qualità fondamentale che si esplica nel senso di responsabilità, affidabilità, credibilità, coscienziosità, modestia, autoriflessione, organizzazione, impegno, acquiescenza, senso del dovere, motivazione, concentrazione, orientamento sui risultati, precisione, capacità di attuazione, efficienza, coerenza, socievolezza.

  • Perché gli insegnanti possano osservare gli alunni anche durante l’esecuzione di compiti non disciplinari cogliendo e apprezzando attitudini a volte inespresse nei sopraddetti ambiti.

Quando?

Assemblea nella scuola primaria: almeno una volta alla settimana per l’intero anno scolastico. Le scelte organizzative (orario e giorno) sono stabilite e attuate dagli insegnanti del team.

Assemblea scuola infanzia/discussione: sistematicamente in quanto strumento legato alla pratica didattica.

Come?

“…Precedenti ricerche  hanno dimostrato che la “discussione” non si realizza “naturalmente “ a scuola: è il risultato di un insieme di condizioni definite a priori. Tali condizioni specifiche sono :

-un’esperienza comune, preliminare alla discussione tale però da non comportare un’unica lettura o soluzione

 - un discorso che rielabora l’esperienza compiuta  e che si struttura come situazione di problem solving collettivo, in cui sia possibile negoziare significati, condividere e confrontare differenti soluzioni o interpretazioni di uni stesso materiale (ad esempio un testo scritto) o di una stessa esperienza (ad esempio: un’osservazione o un esperimento scientifico)

- un cambiamento delle usuali regole di partecipazione al discorso scolastico; i turni di discorso non debbono essere controllati dall’insegnante; le usuali domande dell’insegnante sono in parte sostituite da riprese o rispecchiamenti degli interventi degli allievi, da richieste di spiegazioni e da interventi che sottolineano un’eventuale discordanza di posizioni.” Pontecorvo

In specifico nell’Assemblea attuata nella scuola primaria gli argomenti da trattare possono essere proposti:

- dagli alunni, sorretti se necessario, da strategie messe in campo dai docenti;

- dagli insegnanti, se la situazione del gruppo lo determina;

- da enti scolastici o non, promotori di progetti o tematiche alla quale la sezione/classe o la scuola ha aderito.

I bambini si riuniscono nell’Agorà, che può anche essere esterno all’aula (corridoio, giardino) in modo che tutti possano stare comodamente seduti in cerchio perché la disposizione in cerchio favorisce l’interazione e la comunicazione. 

Gli alunni, guidati dagli insegnanti, individuano i ruoli e le funzioni necessari per il buon andamento dell’assemblea, e di conseguenza stabiliscono le modalità organizzative; ad esempio un bambino può svolgere l’incarico di coordinatore, assegnando il turno di parola e guidando il dialogo collettivo; 

un altro alunno può assumere l’incarico di segretario, verbalizzando gli interventi…

I verbali sono conservati in aula, sempre visibili e consultabili da tutti; contengono i passaggi chiave della discussione e la formalizzazione delle decisioni assunte. 

Attenzione

Assemblea scuola primaria:i ruoli di segretario e mediatore sono svolti a turno, e durano circa due mesi, tempo ritenuto necessario per imparare ad assumere i compiti che l’incarico richiede.

I criteri di designazione possono essere definiti dal team e/o dal gruppo sezione/classe.

E’ possibile che gli argomenti scelti dai bambini risultino ripetitivi, per supplire a ciò può essere strutturata una bacheca sulla quale gli alunni, sono invitati durante la settimana, ad apporre bigliettini con proposte di tematiche da discutere.

Assemblea scuola infanzia/discussioni:

L’insegnante riveste il ruolo del “ regista” che secondo l’età dei bambini e le caratteristiche del gruppo, individua e attua le strategie perché l’assemblea sia un momento costruttivo e di  reale esercizio di democrazia.

L’insegnante fornisce al discorso che i bambini stanno costruendo un “impalcatura” che va progressivamente smantellata quando essi sono in grado di padroneggiare da sé, quelle modalità di ragionamento.

Il ruolo che l’insegnante deve svolgere in questo tipo di discussioni/assemblee non è affatto naturale e spontaneo, ma è frutto di una competenza di tipo professionale che va acquisita.

L’insegnante deve spogliare la mente e non avere aspettative, deve accettare l’incertezza della complessità assumendo l’imprevedibilità come costante; ma proprio per non “perdersi” nello spontaneismo deve essere rigoroso nell’analisi e nella rilettura delle parole dei bambini.

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